Tutti a tavola… nel mondo

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Il mondo è bello perché è vario, recita un famoso proverbio. Pensate se tutti ci comportassimo nello stesso modo in tutto il mondo.

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Nel mio articolo dedicato alle celebrazioni in occasione della Festa della Donna, ho accennato ai diversi modi di festeggiare la ricorrenza in altri Paesi oltre l’Italia nel mondo. Oggi invece vi parlerò delle differenti usanze a tavola. È indispensabile conoscere le abitudini del luogo che ci ospita sia per meglio integrarsi che per farci accettare di buon grado nel nuovo contesto.

Muovendosi in Italia le abitudini, più o meno, sono le stesse. Sebbene tra Milano e Grottaglie (Ta) qualcuna cambia completamente. A Milano se non hai ricevuto un invito, non provare a citofonare nelle ore dei pasti perché difficilmente ti verrà risposto. A Grottaglie invece puoi presentarti all’ora di pranzo (anche se il Bon Ton lo vieta) senza preavviso e verrai accolto con tante feste e un “aggiungi un posto a tavola”. Il detto ” Non conosci una persona se non ci mangi insieme ” è valido ovunque nel mondo, sebbene ogni Paese abbia il suo codice comportamentale.

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In Italia sappiamo che il ” Buon Appetito ” a tavola non è consentito, anche se i più lo usano lo stesso per il principio tutto italiano che anche il Bon Ton, come qualunque regola, deve essere ” personalizzato “.

La puntualità non è gradita nè in Argentina nè in Tanzania dove è ritenuta maleducazione, mentre in Cina è assai gradita.

In Thailandia i piatti vengono serviti a tavola tutti in una volta e non in portate come da noi.

In Spagna, attenzione, non chiedete il bis perché potreste voler insinuare che il piatto era scarno così come in Cina non si lascia il piatto pulito come se il contenuto fosse stato ” contenuto “.

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In Corea del Sud, è il più anziano a tavola che apre il pasto ed è meglio evitare di dar inizio ad un pranzo senza rispettare questa antica forma di rispetto.

In India, per il principio della condivisione, non si ringrazia per un invito a pranzo ma, allo stesso tempo, è vietato condividere il cibo che, una volta toccato da un commensale, è considerato impuro.

In Francia non tagliate il pane o l’insalata con il coltello e sappiate che non si usa pagare alla romana.

In Portogallo, per non offendere il cuoco, non chiedete mai sale e pepe.

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Non girate il pesce nel piatto se andate in Cina perché sarebbe come se evocaste l’affondamento della nave che l’ha pescato.

In Giappone non incrociate le posate nel piatto perché portano sfortuna e non bevete prima che tutti i bicchieri siano pieni e riempiti dal vicino di posto. Via libera al rumore mentre si mangia perché è segno di apprezzamento, i noodles infatti vanno aspirati sonoramente.

Attenzione dunque, Paese che vai usanza che trovi. Ricordate che le tradizioni altrui sono la più bella forma di rispetto. 

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