Nel cuore della vecchia casa abbandonata, dove il tempo sembrava essersi fermato, viveva il fantasma di una bambina di nome Elisa. I suoi occhi, un tempo vivaci e pieni di gioia, ora erano vuoti e tristi, e il suo sorriso si era trasformato in una smorfia inquietante.
Elisa era morta in quella casa molti anni prima, vittima di una malattia misteriosa che l’aveva strappata alla vita troppo presto. Da allora, il suo spirito era rimasto intrappolato tra quelle mura, incapace di trovare pace.
Di notte, quando il silenzio avvolgeva la casa, si potevano sentire i passi leggeri di Elisa che vagava per i corridoi bui. La sua voce, un sussurro flebile, echeggiava tra le stanze vuote, chiamando un nome sconosciuto.
Chiunque osasse avventurarsi in quella casa abbandonata sentiva la sua presenza. Una corrente gelida che scorreva lungo la schiena, un senso di oppressione che rendeva difficile respirare. A volte, si poteva persino intravedere la sua figura esile che si muoveva nell’ombra, scomparendo non appena si cercava di metterla a fuoco.
Una notte, un gruppo di ragazzi coraggiosi decise di esplorare la casa di Elisa. Armati di torce elettriche e di una buona dose di audacia, si addentrarono nel buio, decisi a scoprire i segreti di quel luogo maledetto.
Mentre si muovevano tra le stanze polverose, sentirono un rumore strano provenire dal piano superiore. Un pianto sommesso, seguito da un sussurro che sembrava chiamare il loro nome.
I ragazzi si guardarono l’un l’altro, il terrore dipinto sui loro volti. Nonostante la paura, decisero di salire le scale, spinti dalla curiosità e dal desiderio di scoprire l’origine di quei rumori inquietanti.
Quando raggiunsero la stanza da cui provenivano i suoni, trovarono Elisa seduta sul pavimento, con la testa china e i lunghi capelli neri che le coprivano il viso. Si avvicinarono lentamente, cercando di non spaventarla.
Elisa alzò lo sguardo, rivelando i suoi occhi vuoti e la sua smorfia inquietante. Un brivido percorse la schiena dei ragazzi, che indietreggiarono spaventati.
La bambina fantasma si alzò in piedi e si avvicinò a loro, allungando le braccia scheletriche. I ragazzi urlarono e fuggirono dalla stanza, correndo giù per le scale e fuori dalla casa abbandonata.
Non si voltarono indietro, troppo spaventati per vedere se Elisa li stesse seguendo. Corsero più veloce che potevano, finché non raggiunsero le luci rassicuranti della città.
Da quella notte, i ragazzi non misero mai più piede nella casa di Elisa. Il ricordo della bambina fantasma e della sua smorfia inquietante li avrebbe perseguitati per il resto della loro vita.