Cos’è che la maternità? E se gli spettatori potessero rispondere con un telecomando? A Koreja la compagnia Fanny & Alexander con lo spettacolo MATERNITÀ dal romanzo omonimo di Sheila Heti in mattinata un convegno per ragionare attorno ad uno dei temi più complessi e controversi del quotidiano
Un teatro che pone domande, anziché fornire risposte, è un teatro vivo, che provoca, scuote e invita a un pensiero critico. Attraverso la parola, il corpo e l’azione, il teatro dà forma a interrogativi profondi sulla società, sulla morale, sull’identità, sul senso stesso dell’esistenza. In quest’ottica, la programmazione di Koreja è un atto politico, poetico e umano, capace di trasformare chi guarda e chi agisce, perché nel farsi domande risveglia il desiderio di cercare risposte, senza mai esaurirne il bisogno.
Se il teatro, dunque, ha il compito di “consegnare” domande ai propri spettatori, MATERNITÀ, lo spettacolo della compagnia Fanny & Alexander in scena sabato 22 marzo alle ore 20.45, ne è la manifestazione più estrema e tangibile.
Fondata nel 1992 da Luigi De Angelis e Chiara Lagani, la compagnia si distingue per l’uso di un linguaggio scenico raffinato e visionario e per una ricerca teatrale che intreccia letteratura, arti visive, musica e nuove tecnologie, dando vita a spettacoli immersivi e dal forte impatto immaginifico. Il suo lavoro esplora il confine tra realtà e finzione, coinvolgendo il pubblico in esperienze che rielaborano miti, fiabe e testi classici con un approccio originale e innovativo. Nel corso degli anni, Fanny & Alexander ha collaborato con artisti di diverse discipline, affermandosi come una delle realtà più significative del panorama teatrale contemporaneo.
Ispirato al romanzo omonimo di Sheila Heti, che esplora la complessità della scelta di diventare madre, MATERNITÀ affida veramente agli spettatori l’avanzare dell’indagine sul tema più che mai controverso del titolo.
La protagonista, interpretata da Chiara Lagani, si interroga sul desiderio di avere figli, coinvolgendo direttamente il pubblico in un dialogo interattivo. All’ingresso vengono consegnati alcuni telecomandi con cui rispondere alle domande poste durante la performance, influenzando così lo sviluppo della narrazione.
Questa struttura partecipativa trasforma la rappresentazione in una sorta di sondaggio collettivo, dove le risposte del pubblico, proiettate in tempo reale su uno schermo, determinano il percorso della protagonista.
Il “dispositivo scenico” ideato da Fanny & Alexander affronta temi universali legati alla maternità, offrendo una riflessione profonda sulle aspettative sociali e personali associate a questa scelta.
Questo approccio innovativo stimola una riflessione collettiva sulla maternità, evidenziando la complessità e l’intimità delle scelte individuali.
Lo spettacolo sarà preceduto, nella mattinata di sabato a partire dalle 9.30 da MATERNITÀ SENZA MANUALE, una tavola rotonda “senza girarci attorno”.
La maternità è un’esperienza complessa e sfaccettata, un percorso che si declina in modi diversi per ciascuna donna. Con questa tavola rotonda si intende creare uno spazio di confronto aperto e condiviso, in cui abbattere i tabù, dare voce alle storie meno raccontate e promuovere il dialogo. L’incontro vede la partecipazione di esperti e professionisti, dalla medicina alla psicologia, insieme a donne e uomini che, attraverso la loro esperienza, offriranno una testimonianza preziosa. Ogni voce contribuirà a formare un coro polifonico, capace di restituire una visione ampia e inclusiva della maternità.
Interverranno: Vaga Bee, ginecologa; Elisa Giannaccari, psicologa; Grazia Perrone, ostetrica; Luisella Guerrieri, urbanista, Efrem Barrotta, art director; Barbara Caiulo ostetrica naturopata; Valeria Potì, fotografa; Grazia Manni, presidente Adozioni Minori Affido Lecce; Loretta del Mercato, ricercatrice Consiglio Nazionale delle ricerche.
